15 novembre 2007

Lezioni di design

Proprio la scorsa settimana leggevo un libro (dei tanti) che avevo sempre mancato di leggere: "Design e comunicazione visiva" di Bruno Munari, anche se a dire la verità, più che sulle parole mi sono soffermato sulle immagini e sulle didascalie. Sono rimasto colpito soprattutto dal discorso sul texturing. Mi sono ricordato della citazione presa proprio da questo "classico" fatta su un mio libro universitario, dell'incontro tra i soggetti che produce un risultato altro da essi, eppure da loro non distinguibile. Mi sono ricordato di parecchie cose e del fatto che, di recente, davanti ad un bicchiere di vino rubizzo spuntò un bel libro su Philippe Stark. Poi mi è tornato alla mente quando è nato il mio interesse per il design: ai giorni in cui la RAI trasmetteva (credo su satellite) le Lezioni di design: oggi quelle lezioni sono disponibili su Raiclick, ed è bello poterle vedere di nuovo, per nuovi spunti e nuove curiosità da alimentare.

31 ottobre 2007

L'uso delle lenti nella pittura barocca

Ho visto (per caso) il documentario che il noto pittore inglese David Hockney realizzò qualche anno fa (in concomitanza con l'uscita di un suo libro, "Secret Knowledge"). Un estratto del documentario trasmesso dalla BBC lo si può vedere qui).
Non conoscevo il documentario e mi sono davvero stupito di quanto ricco e particolareggiato sia e di come resti nonostante tutto SEMPLICE!
Specchi prima, lenti poi. L'uso della camera oscura prima, della fotografia poi. Il concetto di maniopolazione dell'immagine ieri, il concetto di manipolazione oggi e la fine della fotografia inteso come processo meramente chimico e l'inizio della manipolazione digitale. Che bei concetti.. che semplicità di linguaggio.. perchè non trasmettono in Italia cose così.. Mah!

19 settembre 2007

La solitudine di Orfeo

Quello di Orfeo è un mito che trovo bellissimo. Straziante forse, ma bellissimo. E amo l'apertura dell'Orfeo di Monteverdi: la musica degna di un trionfo (ma quanto al rispetto del mito del libretto..).
Orfeo una volta capito di non essere risalito dagli inferi che accompagnato dalla sola Euridice invisibile dei suoi versi, si mette in disparte. Solo. Si dice che non guardi più alcuna donna. Vive appartato, senz'altro che la sua voce e le sue parole d'amore perduto.
Allora un'immagine potrebbe essere questa: attorno, una folla di meravigliose donne condotte a lui dalla sua voce che fa ammansire le fiere più selvagge (o più bizzarre: ricordate il Pulcinella/Orfeo chimerico dipinto da Gino Severini?). Quelle donne gli paiono come assenti, e comunque inutili. Orfeo, seduto su una pietra, tra le dita solo la sua cetra, non ama più alcuna donna che non sia la sua Euridice, viva solo nei suoi versi. Non ama che la sua arte, l'unico tramite per la sua donna fatta di parole, di suoni.